miércoles, 25 de marzo de 2020

Breve storia di un inizio



Da piccola mio padre mi portava in giro sulle montagne. Mi ricordo che partivamo la mattina e quando si tornava a casa la sera lui mi doveva portare sulle spalle, e si camminava mentre mi raccontava storie di lupi e animali selvaggi. Dopo di che conobbi un ragazzo e iniziai a vivere con lui. Si preparava per fare Elbrus, onestamente, non avevo sentito prima parlare di questa motagna, alta 5642 metri, e il suo allenamento mi sembrava folle. Lui mi faceva vedere i video e le foto, e mi sembrava una cosa così lontana, difficile, seria e spaventosa. Il pensiero di immaginare lui, soppra in cima, le difficoltà che poteva trovare, e che non potesse tornare mai più mi stringeva lo stomaco. Ma lui tornò, senza aver conquistato la cima, deluso, felice, ma con lo sguardo perso, e non capì ancora una volta, cosa le pasava per la testa..
Così, per caso, capitai sulla cima più alta della Spagna, metà gioco, metà curiosità, le mie gambe mi portarono sul Pico Teide, che con 3718 m è il terzo vulcano più alto al mondo. E fu duro si, ma belissimo. Adesso avevo un po' capito, adesso volevo di più, adesso le motagne avevano svegliato quella fame in me che finora non si è ancora calmata. E questa scoperta la dovevo a Lui. " Passo, respiro " diventai il nostro moto per sempre. 
Inizia a correre, ad allenarmi, a salire piccole cime e fare prove fissiche mai fatte. Diventai più forte, più sicura di me, più equilibrata mentale e fisicamente. E lo fecci, arrivai su Elbrus. Fu incredibile, non l'avrei mai pensato, mesi dopo Teide, salì, salì sulla cima della cima più alta dell'Europa e lì tante sperinze e persone riempirono il mio cuore, la mia mente. Settimane dopo una sensazione strana mi arrivai e non riuscì a capire cosa era. Dicono che quando entri in sintonia con la montagna, lei ti accetta, ti permette di salire su di lei e accarezzarla e poi non puoi mai smettere di camminare su di loro. Era tale la nostalgia, la goia, la tristezza.. che mi sentì vuota, e lì nacque l'idea, l'idea più folle, salire, la veta più alta di America, Aconcagua con 6962 metri sopra il livello del mare, quel gran masiccio di pietra e sabia con i suoi colori e il suo panorama desertico, melanconico.
Adesso sono qui, sognando con la prossima cima, e condividendo con voi la pasione e l'emozione che tutto questo mi genera.



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