sábado, 18 de julio de 2020

Emozioni che iniziano ad uscire

Di solito sono abbasttanza rigida coi tempi e l'ordine al far le cose. Dopo una introduzzione, lunga, e Teide, dovrei aver continuato con Elbrus. Ma perchè non cambiare la sequenza, fare tutto alleatorio, a caso, per così arrivare dopo al dunque?
Quando penso ad Aconcagua, una esplosione di emozioni mi capita nel cuore. Paura, intriga, gioia, tristezza, felicità, nostagia, mancaza, amore, odio, onore, pasione.
Non avrei mai immaginato di capitare da quelle parti, Argentina, era un periodo difficile, personale e sentimentale, non si stava bene a casa, non si era più una squadra, si litigava di continuo e non capivo nemmeno il perqué. L'idea di dover salire una montagna con il tuo conpagno di aventure ed arrivare in cima con successo come era accaduto su Elbrus, non sarebbe mai stato possibile, e lo sapevo.
Sapevo che rmeravamo in due ma sarei comunque stata da sola.
Da un lato lo volevo da un altro mi faceva male aver capito che lo volevo e vedere che ormai qualcosa era cambiata per sempre.

Quando ero in aeroporto, il primo di tanti, volevo piangere, ero talmente piena di energía e carica che nessuno mi avrebbe fatto tornare indietro.
Ma quanto è bella quella sensazione quella emozione quando si inizia un viaggio quando sai che sta per accadere qualcosa, quando sai che sei una persona adesso, ma dopo quel viaggio non tornerai mai uguale, sei una persona diversa, migliore.

Avrei tante cose da dire, da scrivere, da raccontare che non so nemmeno come farlo, da cosa iniziare. Sono piena di vita, sono una bomba pronta ad esplodere. Quel posto mi ha fatto tanto, quella gente mi ha dato tutto. Il sorriso viene fuori quando penso alle loro parole, la loro gentilezza, la loro ospitalità, amicizia, confidenza...

Una montagna non è salire in cima, è il processo che rende bello l'obiettivo
Tornare, continuare, non fermarmi, crescere, vivere, non abbandonare mai.



jueves, 26 de marzo de 2020

TEIDE

Con i suoi 3718 metri soppra il livello del mare, Teide mi faceva un po' paura. Mostrare rispetto per le montagne, sia quale sia la loro altezza. Questa era la cosa che avevo memorizato in testa e mi avevano ripetuto di piú quelli che facevamo trekking. Insieme a "stai tranquilla, non avere fretta, in cima non arriva per prima quello piú veloce, bisogna arrivare ed arrivare bene, passo dopo passo, respiro"
Questo trekking si fa in un giorno. L'unico problema che si può avere e che a 'noi' ci provocò un bel mal di testa è la questione dei permessi per salire. Essendo un parco naturale, vendono numero limitato di biglietti, e non sia che tu li compri 8 mesi prima non si trovano. Però non preoccupatevi perche si puó salire anche senza biglietto, anche se non è legale 😪Ma se sali nel tardo pomeriggio e rimani nel refuggio o nella tua tenda, poi partire la mattina presto, in modo che vedi il tramonto in cima. Poi devi scendere subito dopo il tramonto  per fare in tempo a saltare i controlli che iniziano alle 9 del mattino. Lo so, non è bello. Ma se vai in Tenerife solo per Teide e lo trovi chiuso fai di tutto per salirci. Pratticamente il parco passa tutta la notte dalle 19 alle 9 del giorno dopo, zenza umani che controllano. Abbiamo iniziato verso le 15.. Piano iniziai a camminare, con calma, mi godevo il paesaggio , mi sentivo strana e felice, ero piena di emozioni che non riuscivo a capire, mi sembrava di essere su marte a volte, a volte sulla luna, che bello questo posto. Più sali più si sente il freddo, è strano, ore prima ero sul mare con 26  gradi e adesso ero coperta e sentivo il freddo. Trovai delle persone molto carine, del posto. Fu incredibile, mi sentì invencibile con molta vita dentro de mi e sapevo che era solo l'inizio.
Arrivai in cima senza problemi piena di me, piena di cose belle, di voglia.
E mi sentì diversa, più forte, capace di tutto.





miércoles, 25 de marzo de 2020

Breve storia di un inizio



Da piccola mio padre mi portava in giro sulle montagne. Mi ricordo che partivamo la mattina e quando si tornava a casa la sera lui mi doveva portare sulle spalle, e si camminava mentre mi raccontava storie di lupi e animali selvaggi. Dopo di che conobbi un ragazzo e iniziai a vivere con lui. Si preparava per fare Elbrus, onestamente, non avevo sentito prima parlare di questa motagna, alta 5642 metri, e il suo allenamento mi sembrava folle. Lui mi faceva vedere i video e le foto, e mi sembrava una cosa così lontana, difficile, seria e spaventosa. Il pensiero di immaginare lui, soppra in cima, le difficoltà che poteva trovare, e che non potesse tornare mai più mi stringeva lo stomaco. Ma lui tornò, senza aver conquistato la cima, deluso, felice, ma con lo sguardo perso, e non capì ancora una volta, cosa le pasava per la testa..
Così, per caso, capitai sulla cima più alta della Spagna, metà gioco, metà curiosità, le mie gambe mi portarono sul Pico Teide, che con 3718 m è il terzo vulcano più alto al mondo. E fu duro si, ma belissimo. Adesso avevo un po' capito, adesso volevo di più, adesso le motagne avevano svegliato quella fame in me che finora non si è ancora calmata. E questa scoperta la dovevo a Lui. " Passo, respiro " diventai il nostro moto per sempre. 
Inizia a correre, ad allenarmi, a salire piccole cime e fare prove fissiche mai fatte. Diventai più forte, più sicura di me, più equilibrata mentale e fisicamente. E lo fecci, arrivai su Elbrus. Fu incredibile, non l'avrei mai pensato, mesi dopo Teide, salì, salì sulla cima della cima più alta dell'Europa e lì tante sperinze e persone riempirono il mio cuore, la mia mente. Settimane dopo una sensazione strana mi arrivai e non riuscì a capire cosa era. Dicono che quando entri in sintonia con la montagna, lei ti accetta, ti permette di salire su di lei e accarezzarla e poi non puoi mai smettere di camminare su di loro. Era tale la nostalgia, la goia, la tristezza.. che mi sentì vuota, e lì nacque l'idea, l'idea più folle, salire, la veta più alta di America, Aconcagua con 6962 metri sopra il livello del mare, quel gran masiccio di pietra e sabia con i suoi colori e il suo panorama desertico, melanconico.
Adesso sono qui, sognando con la prossima cima, e condividendo con voi la pasione e l'emozione che tutto questo mi genera.